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Collocato in una magnifica posizione aerea, Pagazzano di Berceto è uno dei molti borghi dell’Appennino parmense, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Il toponimo infatti, secondo alcune fonti, è di probabile origine romana.

Ci sono capitato per caso, qualche tempo fa. E mi ci sono fermato. Silenzio, cielo infinito, tanto verde, boschi cedui, prati e gariga. Il paese? Una manciata di case utilizzate prevalentemente durante l’estate, alcune restaurate, altre in abbandono, qualcuna pericolante. E l’immancabile chiesa posta quasi al centro del paese.

Pagazzano è una frazione del simpatico e quieto Comune di Berceto.
Abitato fin dal Paleolitico, il territorio venne lungamente utilizzato come area a pascolo da coloni provenienti dai territori della Lunigiana. E rare e sfumate sono le testimonianze di epoca romana. Questo rende piuttosto difficile affermarne l’origine romana, anche se non la si può escludere. Le testimonianze più concrete su Berceto, il cui toponimo potrebbe far riferimento a “luogo ricco di querce”, si hanno a partire dal periodo longobardo, attorno alla seconda metà del 500 d.C. Liutprando, il re longobardo che aveva vinto la disputa con i bizantini, intuì l’utilità di un collegamento sicuro tra i territori pavesi e parmensi e le coste tosco-liguri. La strada di collegamento tra questi territori, con qualche revisione fatta nel corso dei molti secoli successivi, divenne l’attuale strada statale della Cisa.

Questi territori sono conosciuti anche perché qui vi passa la lunga e famosa via Francigena. In verità, non di un unico tragitto si tratta, ma di tante divagazioni che qui si congiungono per costituire una delle tappe che da molti secoli accompagnano i pellegrini dalla città di Canterbury, in Inghilterra, a Roma. 79 tappe descritte la prima volta dall’arcivescovo Sigerico, nell’anno 990. La prima “relazione tecnica” di un lungo cammino europeo, ancora oggi percorso da decine di persone, anche se forse ha perduto un poco del suo antico fascino. Il percorso oggi si fa anche su strade asfaltate, dove transitano decine di automobilisti e i troppi, rumorosi, motociclisti che trovano esaltante potersi piegare per fare curve degne del gran premio. Insomma, non si può certo dire che sia tutta una camminata fatta di storia, silenzio, natura e contemplazione. Anche se questi elementi si trovano in molte tratte del lungo cammino.

Pagazzano, che non si trova lungo l’antico tracciato dell’arcivescovo Sigerico, e il suo territorio, contengono molti aspetti naturalistici di grande fascino. La primavera è ricca di straordinarie fioriture tra le quali spiccano le molte varietà di orchidee spontanee, e negli angoli più nascosti si fanno ammirare le preziose e quasi scomparse peonie selvatiche. Molti i mammiferi con caprioli, cinghiali, istrici e tassi. Lo spazio aereo è ampiamente occupato da una fantastica baraonda di uccelli (cince, picchi, rapaci diurni e notturni, ecc.). E una varietà infinita di insetti, a cominciare dai Lepidotteri e dai Coleotteri, con le affascinanti lucciole che punteggiano il paesaggio notturno. Un posto pieno di stimoli per un curioso di natura e per un fotografo. Berceto e la frazione di Pagazzano sono luoghi che dimostrano quanta ricchezza può offrire il nostro Paese in biodiversità. E quanto lavoro c’è ancora da fare per evitare che l’asfalto e il cemento coprano tutto.
E questo sito è solo un carosello di immagini che magnificano questo luogo.

Situé dans une position aérienne magnifique, Pagazzano di Berceto est l’un des nombreux villages des Appennins de Parme, dont les origines se perdent dans la nuit des temps. Le toponyme, an fait, selon certaines sources, serait probablement d’origin romaine.
Je suis arrivé par hasard, il y a quelque temps , e là je me suis arreté. Silence, ciel infini, beaucoup de verdure, bois de taillis avec importante richesse de chênes, pré et garrigues.
Le village? Une poignée de maisons principalement habitées pendant l’été, certaines restaurées, d’autres abandonées, d’autres en danger. Une belle église, dont je ne connais pas encore les origines.
Pagazzano est un hameau de la municipalité de Berceto, également d’origine probable romaine, et riche en histoire et en témoignages. Ici passe la longue et célèbre Via Francigena, qui part de de Canterbury, en Angleterre, mène, avec quelque digression, à Rome. Elle a été décrit pour la première fois par l’archevêque Sigerico en 990. Et ces notes sont devenus du temps en temps le premier “rapport technique” d’un long et suggestif chemin européen, encore aujourd’hui parcouru par des dezaines de personnes, même s’il a peut-être perdu un peu de son charme. Il ne reste pas, en fait, grand chose de l’ancien chemin. Aujourd’hui l’itineraire passe sur des routes pavées aussi, ou passent beaucoup d’automobilistes et trop de motards bruyants, qui trouvent cela excitant de se plier pour faire des virages dignes du grand prix. On ne peut pas dire que c’est un entier itinéraire fait d’histoire, de silence, de nature et de contemplation. Bien que ces élément se retrouvent dans plusieurs parties du long chemin.
Pagazzano, qui ne pas situé sur la route de l’archevêque Sigerico, et son territoire, contiennent beaucoup d’éléments naturalistes d’un grand charme. Le printemps est riche de extraordinaires fleurs, parmi les quelles se distinguent plusieurs variété d’orchidées sauvages, et dans les recoins les plus cachés, on peut admirer les pivoines sauvages précieuses et presque disparues. Égalment vivent plusieurs espècies animales, dans lesquelles se distingent les oiseaux. Et une variété infinie d’insectes, à commencer par les Lépidoptéres et les Coléoptères avec les fascinantes lucioles qui éclairent le paysage nocturne. Un lieu plein de stimulants pour un curieux de la nature et pour un photografe.
Berceto et le hameau de Pagazzano sont des endroit qui mostrent toute la richesse que notre Pays peut offrir en matière de biodiversité. Et combien de travail reste à faire pour empêcher l’asphalte e le béton de tout recouvrir.

Antonio Massimo Marchitelli
www.antoniomarchitelli.com